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Questa è la terza, le prime due le ho purtroppo perse.
Purtroppo ****** non le leggerà mai, vorrei che un giorno le avesse lette, ma non sarà mai possibile visto che ho perso i file non essendo stati backup-ati dopo una formattazione del mio laptop.
Non credo nemmeno potrò mai replicare quelle parole così perfette, che descrivevano un mio momento emotivo ad Aprile e Agosto 2026 difficilmente replicabili, entrambi manifestanti la mia sofferenza, pentimento ma anche conferma delle mie decisioni. Insomma, un delirio emotivo.

Questa volta non voglio scrivere come se stessi scrivendo a lei, questa volta è solo una scrittura come se fosse un diario personale, a prescindere se lei dovesse mai per qualche ragione leggere questa o altre Incriptiones.

Anzi, ho deciso che devo fare un preambolo di questa raccolta nel quale stabilisco le entità umane e/o non che riceveranno queste Inscriptiones, persone che nel corso della mia vita sono o sono state nel passato importanti per me, perché io non cancello mai le persone, non cancello mai le prove della loro esistenza passata o presente nella mia vita, perché farlo significherebbe ostacolare la mia crescita personale ed emotiva.
Sono fermamente convinto che la crescita vera non sia nel cancellare quel che c’è di prova materiale e tangibile dei ricordi positivi con una persona, ma accettarli nel dolore mettendo alla prova la nostra razionalità sopra l’emotività per garantire alla nostra mente un’auto resilienza nei momenti di difficoltà, in modo da renderci immuni da manipolazioni auto imposte o esterne come distrazioni inventate per fare finta di soffocare le nostre emozioni, come una religione di qualsivoglia tipo. La fede è un nemico che acceca l’umanità eccetto quando la fede è esclusivamente rivolta nel proprio benessere attraverso la razionalità assoluta.

Per molti potrebbe tutto sembrare una contraddizione, o sembrare impossibile, ma la vita è sola sofferenza per chi sceglie di migliorare se stesso con costanza. Se sei felice sono due le cose: hai risolto tutti i problemi del mondo oppure sei troppo ignorante. Indovina qual’è la verità tra le due?

Io penso di aver superato la fase della disperazione e di essere in quella dell’accettazione, o almeno spero.
Ancora spesso mi accade di pensarla quotidianamente per diverse ragioni, non ho il cervello impegnato e magari mi capita di ripensare al passato, oppure si parla di qualcuno o qualcosa che mi riaccende un flashback improvviso dove c’entrava lei.
Insomma, non posso avere neanche una tregua, e onestamente muoio dalla voglia di voler riparlare con lei anche se razionalmente non avrei alcuna ragione o profitto per farlo.
È come se mi mancasse l’esser ascoltato con tanta curiosità e profonda stima e affetto nei miei confronti, come se sentissi lei come il mio carburante per sentirmi bene con me stesso o migliore di quello che in realtà sono.
La verità è che lei in un modo o nell’altro la sentivo speciale per me per quello che è stato nell’effettivo: La prima ragazza con il quale mi sono aperto e che mi ha compreso dove altri non arrivavano.

Soffro davvero terribilmente la grande spaccatura sociale ed emotiva che c’è tra umani di sesso maschile e femminile, il problema del “patriarcato” è estremamente lontano da una risoluzione e ad esserne vittime non sono le donne, ma tutti gli umani dotati di intelligenza logica ed emotiva.
È risaputa l’esistenza di razzismo, xenofobia, omofobia e tutte le altre schifezze che generiamo, ma se in principio siamo divisi e incompresi addirittura fra i nostri due soli sessi, allora siamo proprio rovinati come specie in principio.
L’umanità ha una necessità evidente: l’equilibrio che bilancia tra logica ed emotività.
L’emotività e l’empatia sono fondamentali e oggi gli umani ne hanno parecchia carenza, ma senza la razionalità di mezzo ci sarebbero altrettanti problemi.
La verità come sempre è che c’è bisogno di un perfetto equilibrio tra i due elementi se vogliamo veramente evolverci verso la prossima iterazione di noi stessi, altrimenti l‘“Homo Sapiens Sapiens” rimarrà la più recente oltre che l’ultima.

Tutti a pensare alle rivoluzioni scientifiche e tecnologiche, e lo capisco, anche io ne sono affascinato, ma allo stesso tempo almeno io, non posso fare a meno di pensare e soffrire per la verità che non dobbiamo metterci alle spalle, ossia che ci mancano i requisiti emotivi, empatici e razionali, e dunque di conseguenza anche quelli sociopolitici, per poter sfruttare certe “rivoluzioni” senza che ci rovinino.
Ma le rivoluzioni scientifiche di cui si parla, non sono fatte dalla sola esistenza di una nuova tecnologia, ma da come reagiamo noi umani a quest’ultima e come la gestiamo.
Chi lo nega è disperato ed estremamente ottimista, ma tranquilli non c’è bisogno di alterarsi o darmi del cieco, tanto sarà il tempo a rivelare la verità sempre che non neghiate anche quello.

La scienza non è per tutte le menti, perché appunto si ha bisogno di rispettare un difficile equilibrio per non prendere posizioni o decisioni guidate da sola razionalità o sola emotività.